Parliamo d’altro per favore

studente_photoOldShoeWomanAprendo i giornali locali negli ultimi mesi iniziamo un po’ a stufarci nel leggere sempre le stesse notizie. O meglio, ci stufiamo nel vedere come la contrapposizione politica passi sempre attraverso gli stessi temi: sicurezza, Rom, omosessuali.

Noi non conosciamo gli oscuri strateghi della politica milanese: né quei geni della sinistra, che invece di pensare al numero impressionante di suicidi nella metropolitana, dove anche uno solo è impressionante, scelgono di dedicare risorse ed attenzione alla proibizione del gelato notturno o a cause che interessano (e poco a quanto sembra) un’esigua minoranza di Rom. Ma non conosciamo neppure chi, dall’altra parte, scelga deliberatamente di dedicarsi alla lotta contro l’omosessualità come se questo fosse uno dei temi cardine nel futuro del centro destra italiano.

Non abbiamo nulla contro chi si dedica a contestare il patrocinio al Gay Pride, naturalmente, così come crediamo sia giusto poter esprimere il proprio dissenso nei confronti di tutte quelle forme di esibizionismo sessuale impunemente spacciate per arte o per emancipazione contro la censura o l’omofobia. Tuttavia sbandierare sempre la stessa opinione rischia di far credere che alla base di una opposizione politica a Milano ci sia soltanto questo.

Ma lasciamo perdere la cultura di destra, per carità! Ne parlino pure Marcello Veneziani e persone più competenti e titolate di noi. Noi qui vogliamo portare avanti temi concreti, che interessano tutti i cittadini, come l’inefficienza di questa amministrazione, i favoritismi personali, la continua guerra per le poltrone, l’incapacità di molti assessori nel comprendere il funzionamento di una struttura complessa come il Comune di Milano, le mancate promesse, le mancate riforme, l’utilizzo della leva tributaria e fiscale come unica fonte di reddito, l’abbandono delle periferie, …

Insomma, gli argomenti per contestare questa Giunta non mancano. Certo esiste un problema sicurezza, una questione Rom e una vergognosa demagogia fatta dalla maggioranza sul tema dell’omosessualità. Ma dopo un po’, parlare solo di questo, stufa!

ATM. Aumento del costo di biglietti e abbonamenti

atm72Non ci sono dati precisi in merito ma ormai è una cosa che tutti i quotidiani riprendono: sono allo studio da parte della Giunta (il Consiglio Comunale e le Commissioni ormai non decidono più nulla) ipotesi per l’aumento del prezzo del biglietto (1,70 e successivamente 2 euro nel 2015) e di quello degli abbonamenti.

Questo aumento, che dovrebbe partire dal prossimo settembre/ottobre, rappresenterebbe però il completo fallimento di una politica che avrebbe dovuto promuovere un uso maggiore dei mezzi pubblici, maggiori servizi e funzionalità e, contestualmente, una riduzione degli sprechi e delle evasioni.

Nulla di questo è accaduto, tranne un numero maggiore di persone abbonate e appiedate dalla crisi. La frequenza dei mezzi, complessivamente, è diminuita, con lunghi periodi di attesa fuori dagli orari di punta. Sono stati cancellati alcuni servizi notturni; la sporcizia nelle stazioni ATM è aumentata mentre l’accattonaggio oggi dilaga anche sui mezzi di superficie; le scale mobili continuano ad essere guaste (a dispetto delle promesse) e non risulta diminuito il numero di evasori, una piaga incontrastata su alcune linee e specialmente la sera, dovuta essenzialmente alla mancanza di controlli.

Ma nonostante questo l’unica soluzione che l’inadeguato e incapace assessore Maran riesce a partorire per far fronte alla crisi del bilancio comunale è un aumento del costo del biglietto e degli abbonamenti: “se no – aggiunge – si rischia di dover tagliare i servizi“.

Insomma, la minaccia è sempre la stessa: o si aumentano le tariffe o si tagliano i servizi.

Francamente ad amministrare la città in questo modo ci riuscirebbe perfino un bambino col pallottoliere. Quello che però si chiede a Pisapia, e che evidentemente non riesce a produrre con a fianco persone del calibro di questo assessore ai Trasporti (così come per quello al commercio, quello sport, ai servizi sociali , ecc.) è la capacità di far fronte ad una crisi ottimizzando i servizi, tagliando gli sprechi, le consulenze, i favoritismi e gli stipendi d’oro. Questo non è cambiato.

Far pagare ai cittadini la propria inettitudine è quello che probabilmente costerà a Pisapia il consenso e, un domani, la poltrona: perché qui non si tratta delle solite lamentele di chi è “costretto” a pagare le tasse, dei detrattori professionisti, di chi (e sono in tanti) iniziano ad avere la nausea per una serie di #luogocomunismi, ma di chi ogni giorno vede come le cose potevano essere fatte meglio, più in fretta e con minor spreco di risorse..

Noi abbiamo cominciato a dirvelo dua anni fa in campagna elettorale, parlandovi di costi e di un programa irrealizzabile non coperto dalle risorse necessarie. Oggi, quella falsa utopia e la dura realtà, sono sotto gli occhi di tutti.

Scusi, dov’è il centro?

ArcodellaPaceDov’è il centro di Milano? Ha ancora senso parlare di centro storico, turistico, culturale? E’ colpa di un modello urbanistico superato oppure Milano si sta trasformando in una città uniforme, piatta e abbandonata, sia nel centro che nelle periferie?

Ci perdonino gli ultimi talebani del popolo arancione, ma l’ideologia del sostegno e del rilancio delle periferie si è progressivamente trasformata nella tesi di “uguale sostegno” per tutte le zone di Milano, parità di aiuti e contributi; uguale … zero per tutti!

In zona Fiera, in zona Sempione; a Porta Volta, alle Colonne, Darsena, Carrobbio, Moscova, Brera, Porta Romana. Ovunque spaccio, prostituzione, immondizia e, soprattutto, abbandono. Lo senario è lo stesso, democraticamente “spalmato” sulla città.

Non esistono zone privilegiate, d’interesse storico e turistico, ove dirottare vigili e spazzini, sono tutte uguali, sulla carta, salvo poi la politica degli assessori di realizzare eventi solo nel centro per poter attrarre il maggior numero di visitatori. Già, perché è evidente che trovare qualche sponsor per un evento a Precotto o alla Barona non è certo facile.

Così, fra un elitismo altamente ipocrita e un populismo vagamente sessantottino la nostra Milano annaspa, in balia di assessori che “minacciano” nuove domeniche a spasso in centro ma non sono neppure in grado di indicare una data, creando così un ulteriore danno a chi vorrebbe programmare turni e aperture.

Hanno ammazzato il commercio, in centro, e oggi stanno ammazzando quello che resta. Non volontariamente, beninteso, ma con politiche e azioni messe in atto da incapaci. La cultura non è più in grado di produrre un solo grande evento e diviene vittima delle logiche commerciali, chi paga produce mostre, concerti, performance di dubbio valore; lo sport insegue eventi gratuiti, nei parchi, nei giardini, coinvolge le associazioni soltanto perché non è più in grado di sensibilizzare e coinvolgere grandi federazioni e sponsor internazionali; l’edilizia è vittima di politiche scellerate attuate in passato e perpetrate oggi; la Giunta sembra avere come unico obiettivo quello di penalizzare i cittadini, spremendoli di tasse, con una mira particolare su quelli del che risiedono in centro.

Sì, ma quale centro?

Raduno naziskin. Indignarsi e stracciarci le vesti

LindsayKemp_photoDarrellBerryGovernano, ma non governano. Decidono, ma non decidono. La sinistra in Italia e’ sempre stata brava a fare questo: a lamentarsi.

Se capita qualcosa che non gli piace o che non approvano, non importa chi in quel momento governi Milano o l’Italia, loro piangono, scendono in piazza, e scaricano sugli altri colpe e responsabilità.

Sabato scorso si è svolto, fortunatamente senza alcun problema di ordine pubblico, un “concerto neonazista” (sic) all’interno di uno spazio privato: niente contributi pubblici, niente patrocinio comunale, giustamente. E non risulta neppure l’abbiano chiesto. Ma comunque la sinistra inizia a stracciarsi le vesti con le solite frasi di rito: una vergogna, un’offesa, un’onta. Inizia Pisapia, lancia in resta come un hidalgo scagliato dentro ogni causa populista; continua →

La verità sul tunnel Gattamelata

Alberti-RepubblicaIl 2 giugno esce un articolo sul Corriere, a firma Santucci-Stella che riporta la verità su un tunnel che appare oggi inutile ed anacronistico. Una verità: quella che attribuiva tutte le colpe ad Albertini, prima, e alla Moratti dopo, con tanto di coinvolgimento di Berlusconi e, già che ci siamo, dell’onorevole Mantovani.

Ieri, 13 giugno, Giorgio Goggi, assessore della giunta Albertini e professore del Politecnico risponde su Arcipelago Milano con un articolo dettagliato alle accuse mosse dai due giornalisti, facendo notare come la necessità del tunnel era legata a esigenze precise che derivavano dallo sviluppo dell’area di City Life.

Questo progetto urbanistico è stato modificato e ridimensionato più volte dal 2001 in poi. Così, poiché né l’assessore Maran continua →

Basta con questi scioperi!

tram_photobeppusNon è una espressione populista di qualche consigliere d’opposizione a caccia di notorietà, ma piuttosto un pensiero condiviso da chi, ormai troppe volte nel corso dell’anno, è costretto a trovare il modo di accompagnare a scuola i figli, raggiungere il lavoro, e ritornare a casa, cercando di far coincidere i suoi orari con quelli di chi protesta. Per quale ragione poi?

Ecco. Qui iniziamo a chiederci anche noi che senso abbia scioperare oggi per i lavoratori ATM se nessuno è al corrente delle ragioni dello sciopero? Ne parla il Corriere? No. Ne parla forse la Repubblica? Neppure.

I quotidiani “maggiori” glissano e siamo costretti, ancora una volta, a cercare su Il Giorno qualche informazione che ci continua →

La città che si spegne

idea_photoAnnaisProbabilmente era inevitabile, vista la caratura dei personaggi coinvolti, preso atto del basso livello politico e intellettuale degli assessori e di chi li guidava; ma oggi la trasformazione “fighetta” della Giunta milanese, l’isolamento un po’ snob, è sotto gli occhi di tutti e sta provocando un isolamento politico deleterio per la città.

Persino il Corriere ci ha messo una pietra sopra, con i commenti di Schiavi, che parla apertamente di “solitudine politica” di Pisapia e sostiene che a Milano siamo ormai arrivati allo “stallo“, che è “il male oscuro di una maggioranza che considera nemico chiunque si mostri in disaccordo con le scelte”.

Ormai il Sindaco rappresenta solo se stesso, ovvero una minoranza elitaria e benestante, con casa in centro continua →

Caos e confusione. Tutta colpa di un gelato

multa1L’incidente “gelato” è ormai chiuso, o quasi, visto che nonostante le premesse e le promesse di Pisapia, l’ordinanza che ne vieta la vendita alle ore 24 nei quartieri della “movida” è ancora in vigore. Ma il problema è proprio questo, perché nelle dichiarazioni del Sindaco si capiva, e si capisce, esattamente il contrario.

Facciamo un passo indietro. Negli ultimi 4 giorni, dopo una serie infinita di telefonate e riunioni sul tema del “gelato”, cosa che la dice lunga sulla capacità di questa Giunta nell’affrontare i problemi, l’ufficio stampa del Comune se ne esce con una dichiarazione del Sindaco che dice esattamente questo: “Io amo il gelato alla follia, soprattutto quello alla frutta, e quando si ama si ama sia continua →