Ma questo è un presidente?
Ieri, durante il Consiglio Comunale il presidente Basilio Rizzo, preso dalla foga di una discussione sull’ordine dei lavori, si è rivolto con queste parole al consigliere Masseroli, capogruppo del Pdl: “Siete all’opposizione e ci resterete per molto tempo“. In seguito, prendendo in giro l’intervento del giovane Consigliere Tatarella, interrompe il chiacchiericcio in aula dicendo: “state disturbando il pensiero alto del Consigliere“.
Queste sono le parole super partes che un’istituzione dovrebbe avere? E’ questo che Rizzo intendeva nel suo discorso d’insediamento con “mi riprometto di tutelare con maggiore attenzione i diritti di chi è pro-tempore minoranza”?
Al momento non ci risultano scuse da parte del Presidente ma, al contrario, l’indignazione da parte del capogruppo di Fli Manfredi Palmeri e una precedente richiesta del capogruppo della Lega Morelli per chiedere le dimissioni di Rizzo dal suo incarico.
Il risultato è stato che alle 18.50 i consiglieri del Pdl hanno lasciato l’aula in contrasto con la gestione dei lavori che assegnano, a loro giudizio, troppo poco tempo per la discussione sul PGT (Piano di Governo del Territorio).
Certo la minoranza politica a Milano oggi deve imparare a fare opposizione, magari anche fuori dall’aula consigliare, così come la maggioranza deve imparare a governare, senza adirarsi e incarognirsi utilizzando la forza dei numeri per far prevalere le idee… ma anche il Presidente del Consiglio Comunale deve imparare, a rispettare il suo ruolo istituzionale, e, soprattutto, a chiedere scusa.
Mozzarella blu: quando non si vuol capire …
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uando l’importante è difendere la propria poltrona a Milano Ristorazione, e non la salute delle persone, si arriva al punto di non capire la realtà, o di fingere di non capirla.
Se infatti guardiamo al problema della distribuzione di mozzarelle blu ai bambini delle scuole, avvenuta la scorsa settimana, ci sono due problemi altrettanto gravi. Il primo, naturalmente, è la tossicità del prodotto distribuito, che fortunatamente è stata esclusa dall’Istituto zooprofilattico della Lombardia; la seconda questione porta a chiedersi perché si è arrivati a distribuire a oltre 450 bambini un prodotto evidentemente alterato.
Non capire, o fingere di non capire, significa scaricare tutto sulla prima questione, come scrive Repubblica riportando le parole della vicesindaco: rescindendo il contratto con il fornitore di mozzarelle e avviando procedure sanzionatorie verso l’azienda produttrice. Tuttavia non si guarda all’interno di Milano Ristorazione, non ci si interroga sul perché nonostante l’allarme dato dai genitori presenti i piatti non sono stati ritirati subito; non ci si chiede come mai nessuno si sia accorto che le mozzarelle erano blu nel momento in cui sono state impiattate; non si avvia un’indagine interna sulla conformità dei prodotti, sulle produre di somministrazione, sull’emergenza sanitaria … no, l’importante è trovare il modo di dare la colpa, sempre, agli altri!
“Continuiamo così, facciamoci del male!“
Graduatoria scuola: un bambino su 10 lontano dal fratello
Sempre dopo le otto di sera compaiono sul sito del Comune i comunicati più importanti: l’ultimo quello che annuncia per domani la pubblicazione delle gradutorie per gli asili nido.
Ma per leggere bene un comunicato stampa bisogna partire dal fondo, da quello che evidentemente si vuole nascondere, cammuffare, mettere poco in risalto, che però ci aiuta a comprendere cosa non va, perché quello che invece funziona, non temete, lo sanno sbandierare benissimo.
Allora guardiamo e scopriamo che “complessivamente, sia per i nidi che per le materne, le prime scelte delle famiglie sono state confermate, in media, nel 90% dei casi così come è stato garantito il criterio della vicinanza tra fratelli in nove casi su dieci” il che, tradotto, significa che un bambino su 10 sarà in una scuola lontano dal fratello, mentre lo scorso anno la vicinanza era una priorità assoluta. Inoltre ”la lista d’attesa, al momento, è di 1.322 unità. L’anno scorso la lista d’attesa ha riguardato 1.215 bambini“. Riguardo alle nuove sezioni, che apriranno solo nel 2013, rimane infine l’incognita delle bonifiche al quartiere Santa Giulia, che avevano bloccato il funzionamento dell’asilo. In ogni caso danno per certo di risolvere una questione che si trascina da anni.
Contenti voi.
Aggiornamento Alle ore 10.30 vengono pubblicate online le graduatorie a questo indirizzo
Parchi abbandonati e promesse al vento in zona 8
Ieri a Milano soffiava un ventaccio ma purtroppo non era il vento del cambiamento e neppure quello necessario a spazzar via questa Giunta di cantastorie.
Avevano promesso trasparenza, rispetto per i cittadini, attenzione soprattutto ai bambini… ma fra l’indifferenza generale in zona 8 oggi scarseggiano i parchi pubblici dove andare a giocare coi propri figli.
Era iniziato a giugno dello scorso anno, con la chiusura del Parco Firenze di via Tolentino, e con una serie di promesse circa la riapertura, la bonifica, le informazioni ai residenti, che sono puntualmente mancate. Oggi il parco è abbandonato, recintato ma abusivamente frequentato. Poi è stato il turno del parchetto di piazza Gerusalemme, dove i lavori della nuova metro hanno reso inagibile i giardini accanto a uno fra i plessi scolastici più grandi della zona.
Sabato scorso, infine, i genitori e i bambini che sono andati ai giardini Cederna, accanto a Villa Simonetta, si sono trovati una sgradita sorpresa: tutta l’area giochi era recintata e inaccessibile, mentre le ruspe avevano di fatto reso inagibile anche il prato antistante. Non un cartello, non un avviso sull’inizio, la fine, la durata dei lavori. Nulla.
Il consigliere di zona 8 Marco Anguissola (Pdl) commenta: “non ci sono informazioni ne cartelli e soprattutto spesso è mancato il preavviso. Invece i parchi e i giardini che non sono chiusi sono spesso mal frequentati di notte con addirittura gente che bivacca impedendo sporcando e disturbando la gente, come per esempio al parco Testori“.
Ecco la trasparenza di questa nuova amministrazione. Ecco la “Milano amica dei bambini”.
Bandi scandalosi: Milano Arena Music
Secondo quanto riportato da alcuni giornali, una delle società partecipanti al bando per l’assegnazione dell’Arena Civica per i concerti estivi presenterà domani il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale contro il risultato della gara voluta dal Comune di Milano.
Secondo la denuncia della FourOne infatti “Uno dei concorrenti, quello che poi risulterà vincitore … non ha presentato né referenze bancarie né sponsor [fatto acclarato dalla stessa Commissione]. Cioè, non si capisce come avrebbe potuto sostenere la proposta economica. La commissione di gara ha proceduto, riservandosi di chiedere generici chiarimenti in merito, che tra l’altro non si sa se siano mai arrivati. Ma anche se fossero arrivati dopo la chiusura della gara, una cosa sarebbe procurarsi le risorse prima di risultare aggiudicatari, una cosa sarebbe farlo dopo“.
Non entriamo ulteriormente nel merito dell’articolo di Rockol.it, molto lungo e complesso, che riporta solo una versione dell’accaduto, ma siamo sicuri che lo stuolo di avvocati e giuristi che lavorano per Pisapia troveranno materiale sufficiente per mettersi le mani nei capelli.
Sembra quindi fallito del tutto il tentativo di “accomodamento” cercato dall’assessore Boeri e ora, un altra volta, saranno i giudici a fare chiarezza su una vicenda che fin dal suo inizio appariva scandalosa.
Bugie, bugie, bugie
Abbiamo aspettato 4 mesi che l’assessore al traffico Maran mantenesse gli impegni, ma di dati relativi al Black Carbon, la componente più dannosa del pulviscolo inquinante … non c’è traccia.
All’avvio della rilevazione, il 12 di gennaio, Maran aveva detto chiaramente che i dati sarebbero stai “inseriti nel bollettino settimanale sulla qualità dell’aria dell’Agenzia mobilità ambiente e territorio del Comune di Milano“. Ma nel sito dell’Agenzia, ad oggi, non se ne parla.
Che cosa non funziona nel sistema di misurazione del Black Carbon? Cosa ci nascondono? Perché i risultati sulla misurazione del più importante e pericoloso agente inquinante non vengono diffusi?
Pensieri profondi
“Indagano Gamberale e l’opposizione chiede le dimissioni dell’Assessore Tabacci: questo assioma faccio fatica a capirlo“. Carmela Rozza, capogruppo del PD in Consiglio Comunale, 16 maggio 2012
Fermarsi un secondo a riflettere
di effebì
L’avviso di garanzia inviato dalla Procura di Milano a Vito Gamberale non è soltanto una richiesta di chiarezza su una vicenda complicata e delicata, ma anche una sorta di “paletto” che la Magistratura ha voluto porre sulla strada dei bandi, delle gare e delle vendite di quote azionarie da parte della Pubblica Amministrazione.
Se infatti leggessimo con una certa attenzione il decreto di perquisizione, cosa che evidentemente il presidente del Consiglio Comunale Basilio Rizzo non ha fatto, noteremmo che uno degli elementi evidenziati agli indagati è che “sapevano della gara per la cessione delle quote Sea prima ancora della pubblicazione del bando”.
Questo “sapere”, questa conoscenza, porta un certo vantaggio a chi deve prepararsi per partecipare alla gara ma, soprattutto, porta un indubbio beneficio se partecipando alle fasi preliminari e alla stesura del bando si viene a conoscenza dei termini, delle specifiche e dei parametri economici sui quali i partecipanti saranno valutati.
Purtroppo questo modo di fare non è limitato alla vendita azionaria di Sea, non è limitato al Comune di Milano, ma è ampiamente diffuso in tutta la Pubblica Amministrazione. Se solo considerassimo i recenti bandi di questa amministrazione non potremmo infatti dimenticare come nella vicenda legata alla concessione dell’Arena Civica per gli spettacoli estivi il bando fosse ben noto prima della pubblicazione, tanto che gli organizzatori stavano già vendendo i biglietti dei concerti. Stessa cosa riguardo all’ipotesi di vendita della Galleria Vittorio Emanuele, dove gli incontri di Tabacci con il suo collega di partito Versace (e “vicino di banco in Parlamento“) hanno praticamente già delineato i termini generali di un bando di prossima pubblicazione, che vedrà in prima fila proprio la Fondazione Altagamma presieduta dallo stesso Versace.
Esiste quindi l’idea ampiamente condivisa dalla Magistratura e dai cittadini, “se non in termini formali almeno in termini sostanziali” (usando le parole dello stesso Rizzo di fronte ai ragazzi di Macao) che vi sia un metodo di procedere che procuri indubbi vantaggi a uno dei partecipanti a scapito degli altri. E su questo diffuso metodo occorrerebbe fermarsi un momento a riflettere.
40° anniversario dell’omicidio Calabresi
Domani, 17 maggio, ricorre il quarantesimo anniversario dell’omicidio del commissario Calabresi, un episodio vergognoso di violenza e politica che proprio oggi assume un particolare significato alla luce dei recenti fenomeni terroristici. Ci auguriamo che, prescindendo da alcune posizioni antistoriche e revisionistiche, il sindaco, nel suo ruolo di ufficiale del Governo, sappia rappresentare degnamente la funzione che gli compete, nei confronti di una vicenda che finalmente andrebbe superata attraverso il riconoscimento dei fatti, della storia, e delle vicende processuali.
di effebì
Mercoledì sera una cinquantina di militanti dei centri sociali ha assaltato il comando dei vigili di piazza Beccaria nel tentativo di “liberare” uno di loro che risultava essere stato fermato (ma poi rilasciato) dalla Polizia Locale.
